Ugo Attardi

Dalla Furia Espressiva di Forma 1 alla Monumentalità della Scultura

Ugo Attardi (Sori, 1923 – Roma, 2006) è stato uno degli artisti italiani più potenti e complessi del XX secolo, un pittore e scultore la cui opera ha attraversato con coerenza e originalità diverse fasi cruciali dell’arte del dopoguerra, dal neocubismo all’astrattismo di Forma 1, da un realismo socialmente impegnato a una figurazione visionaria e, infine, a una scultura di grande impatto monumentale. La sua vasta produzione, carica di tensione etica ed espressiva, lo rende una figura di grande interesse per i collezionisti di arte italiana moderna e contemporanea.

Formatosi a Palermo e poi a Roma, dove entrò in contatto con figure come Renato Guttuso, Attardi esordì con una pittura neocubista per poi essere, nel 1947, tra i fondatori del gruppo Forma 1. Insieme ad artisti come Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio e Giulio Turcato, si dichiarò “formalista e marxista”, propugnando un’arte astratta capace di rinnovare il linguaggio figurativo italiano in chiave moderna, in opposizione al realismo allora dominante. Il suo astrattismo di quel periodo si distinse per un dinamico telaio di linee e colori vividi.

Tuttavia, all’inizio degli anni Cinquanta, Attardi compì una decisa svolta realista. Spinto da un forte impegno etico-politico e influenzato dalle tensioni sociali, iniziò a ritrarre braccianti, minatori e figure di oppressi con un linguaggio antieroico e antiepico, caratterizzato da linee energiche e toni bruni. Partecipò con queste opere alle Biennali di Venezia del 1952 e 1954. Dalla metà degli anni Cinquanta, la sua attenzione si spostò sulla vita urbana di Roma, con una pittura dalla materia densa e franta, influenzata da maestri come Goya e Bacon, esplorando temi di alienazione e violenza. Fu cofondatore del gruppo Il pro e il contro, che mirava a restituire all’arte una funzione civile.

Negli anni Sessanta, dopo un viaggio in Spagna, la sua pittura si arricchì di nuove suggestioni, con composizioni spesso bi-partite o organizzate in moderni polittici, come nel “ciclo spagnolo” di denuncia del regime franchista. Parallelamente, iniziò a emergere un forte interesse per la scultura, che divenne predominante nella sua produzione successiva. A partire dalla fine degli anni Sessanta, Attardi creò imponenti gruppi lignei e bronzei, tra cui il celebre ciclo dei “Conquistadores” (L’Arrivo di Pizarro, Cortés e la bellezza dell’Occidente), opere che incarnano l’archetipo della violenza occidentale con una plastica potente, tra classicismo e arcaismo.

Artista poliedrico, Attardi fu anche scrittore (il suo romanzo L’erede selvaggio vinse il Premio Viareggio nel 1971) e illustratore. La sua fama crebbe a livello internazionale con numerose mostre in Europa e nelle Americhe. Realizzò importanti monumenti pubblici, come Il vascello della Rivoluzione a Roma e Ulisse collocato a Battery Park, New York. La sua ricerca continuò a esplorare temi mitologici e letterari, senza mai perdere l’empatia per gli eventi contemporanei.

Le opere di Ugo Attardi, che spaziano dalla pittura alla scultura e alla grafica, sono presenti in importanti collezioni e sono state celebrate in numerose mostre antologiche. Acquistare un’opera di Attardi significa investire in un artista che ha saputo interpretare con passione e rigore le inquietudini del suo tempo, lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte italiana del XX secolo grazie alla sua forza espressiva e alla sua capacità di rinnovamento.

Le opere disponibili di Ugo Attardi

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