L’avanguardia napolatana negli anni dell’arte nucleare
Mario Persico (Napoli, 1930) è una figura chiave dell’avanguardia artistica italiana del secondo dopoguerra, la cui opera si distingue per una continua e poliedrica sperimentazione che spazia dalla pittura all’editoria, dalla grafica alla scenografia, fino alla creazione di libri d’artista. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Persico è stato un animatore instancabile del dibattito culturale, aderendo a movimenti cruciali e fondando gruppi che hanno segnato la storia dell’arte italiana contemporanea.
Fin dal 1955, Persico abbracciò il movimento della Pittura Nucleare, firmando il celebre manifesto di Enrico Baj. Tre anni più tardi, nel 1958, fu tra i fondatori del Gruppo 58 a Napoli, insieme a Biasi, Del Pezzo, Fergola e Luca (Luigi Castellano). Questo sodalizio, di ispirazione nuclearista, lo vide attivo anche come redattore della rivista «Documento Sud», attraverso la quale iniziò a tessere una fitta rete di collaborazioni. Dopo la chiusura di «Documento Sud», proseguì il suo impegno editoriale con «Linea Sud».
La sua attività espositiva prese avvio precocemente, con mostre personali in Italia (Napoli, Milano, Roma) e all’estero (Stoccarda, Ulm, Chicago, Colonia), testimoniando un rapido riconoscimento del suo linguaggio sperimentale. Gli interessi di Persico lo condussero a esplorare molteplici ambiti: realizzò i Fogli sperimentali (1966), illustrò l’Ubu Cocu di Alfred Jarry e curò scenografie e costumi per lo spettacolo Laborintus II di Luciano Berio ed Edoardo Sanguineti, figura quest’ultima con cui strinse un lungo e proficuo sodalizio.
Le collaborazioni di Persico con Edoardo Sanguineti hanno dato vita a numerosi e ricercati libri d’artista e pubblicazioni illustrate, tra cui Tecnomemoria (1980), Libretto (1995) e Omaggio a Goethe (2003). Questo dialogo fecondo tra parola e immagine è una costante della sua produzione, che include anche collaborazioni con altri scrittori come Jan Orto e Franco Cavallo, e la realizzazione di numerose cartelle grafiche.
Nel 1995, Persico fu tra gli estensori del Manifesto dell’Antilibro insieme a Gillo Dorfles, Fausto Pirella e allo stesso Sanguineti, a conferma della sua continua riflessione critica sui mezzi e le forme della comunicazione artistica. Negli anni Ottanta e Duemila, la sua attività si legò anche alla rivista «NDR» e all’Istituto Patafisico Partenopeo, di cui divenne “Rettore Magnifico” nel 2001, sottolineando una vena ludica e intellettualmente irriverente.
Acquistare un’opera di Mario Persico permette di connettersi con l’essenza della sperimentazione avanguardistica italiana. I suoi dipinti, le sue incisioni e, in particolare, i suoi rari libri d’artista e le sue collaborazioni editoriali documentano un’evoluzione artistica che ha saputo fondere pittura, poesia, teatro e critica in modo inedito, rendendolo un artista di notevole richiamo per i collezionisti interessati alla Pittura Nucleare, al Gruppo 58 e all’arte verbo-visiva.
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