Roberto Crippa (Monza, 1921 – Bresso, 1972) è stato un pittore, scultore e aviatore italiano, figura di spicco del movimento spazialista e uno degli artisti più innovativi e dinamici del secondo dopoguerra italiano.
Le sue opere, caratterizzate da una continua evoluzione stilistica e da una audace sperimentazione materica, lo hanno consacrato come un protagonista indiscusso dell’avanguardia, rendendo i suoi lavori molto ricercati dai collezionisti di arte italiana contemporanea.
Dopo una fase iniziale figurativa con influenze cubiste vicine a Picasso, Crippa, diplomatosi all’Accademia di Brera, aderì con convinzione allo Spazialismo, diventando uno stretto collaboratore di Lucio Fontana. Fu tra i firmatari del terzo “Manifesto dello Spazialismo” (1950) e del “Manifesto dell’Arte Spaziale” (1951), partecipando attivamente alla definizione teorica ed espressiva del movimento. La sua presenza fu costante e significativa in importanti rassegne come la Biennale di Venezia (a partire dal 1948 e in numerose edizioni successive) e la Triennale di Milano.
All’inizio degli anni Cinquanta, Crippa divenne celebre per la serie delle “Spirali“, opere astratte di matrice geometrica. Con un gesto quasi circolare, creava sulla tela spazi involuti da cui si irradiavano linee che proiettavano idealmente la pittura oltre la bidimensionalità, in piena sintonia con i principi spazialisti. Questa ricerca gli valse notorietà internazionale, portandolo a New York, dove entrò in contatto con i surrealisti Max Ernst, Victor Brauner e Yves Tanguy, ed espose presso la galleria di Alexander Iolas.
Le “Spirali” evolsero successivamente nei “Totem” (1954-1956), figure più pesanti, incisive e interlacciate. Dal 1955, la sua sperimentazione si estese a opere polimateriche, presentate con successo alla Galleria del Naviglio di Milano. Questa ricerca sulla materia lo condusse, a partire dal 1956, alla creazione di sculture in ferro, bronzo e acciaio, ispirate a un simbolismo primitivo, con cui partecipò alla Biennale del 1958.
Negli anni Sessanta, Crippa continuò a esplorare materiali originali, realizzando opere con amianto, sughero, carta di giornale e velina, esposte in mostre itineranti che toccarono Giappone, Stati Uniti e Australia. Appassionato di acrobazia aerea, un grave incidente di volo nel 1962 lo costrinse a una lunga convalescenza, durante la quale però non interruppe la sua attività, evolvendo verso i paesaggi astratti (“Landscape”) realizzati con tecnica polimaterica e le innovative “Amiantiti“, opere realizzate con sottili fogli di amianto su tavola incisa.
Ripresosi completamente, nel 1968 partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia e a quella di Mentone. La sua vita e la sua carriera furono tragicamente interrotte nel 1972 da un incidente aereo.
L’acquisto di un’opera di Roberto Crippa rappresenta un investimento in un artista simbolo dell’avanguardia dello Spazialismo. Le sue celebri “Spirali”, i vigorosi “Totem”, le innovative opere polimateriche e le sculture testimoniano la sua instancabile creatività e la sua abilità nel superare i limiti della pittura e della scultura. La sua produzione è molto apprezzata per il dinamismo, la forza gestuale e la continua ricerca di nuove forme espressive.