Mino Delle Site (Lecce, 1914 – Roma, 1996), pittore e scultore, è stato un eccezionale e longevo esponente dell’Aeropittura Futurista, capace di traghettare i principi di questo movimento d’avanguardia ben oltre la sua fase storica, fino alle soglie del nuovo millennio. La sua opera, che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha assimilato anche influenze cubiste e astrattiste, testimonia un percorso artistico unico, durato oltre sessant’anni, che ha saputo rigenerare e attualizzare l’eredità futurista, ponendolo come un anello di congiunzione tra le prime avanguardie del Novecento e successive evoluzioni artistiche, inclusi dialoghi con la Pop Art e il concettuale.
Originario del Salento, terra che il testo sottolinea come crocevia di modernità e non semplice periferia, Delle Site fu un protagonista “precoce” del Futurismo pugliese. Già nel 1932 aderì al “futurblocco leccese” e l’anno successivo, in occasione di una sua mostra di pittura futurista, ricevette i fervidi rallegramenti di F.T. Marinetti. A differenza di molti, Delle Site non abbandonò mai l’orbita futurista, ma ne continuò l’esplorazione, purificandola dalle scorie ideologiche e concentrandosi sulla rivoluzione della forma, del colore e del movimento plastico.
Definito dalla critica “aeropittore” per antonomasia, Delle Site incarnò pienamente l’ideale marinettiano dell’artista poliedrico, cimentandosi con la scultura, l’illustrazione, la pubblicità, la ricerca poetica e persino la moda (come testimonia il suo “Smoking antineutrale” del 1970). La sua Aeropittura si distinse per una direzione “lirico-evocativa”, un raffinato cromatismo dal “caldo timbro mediterraneo” che evocava, come lui stesso amava ricordare, “i colori di Terra d’Otranto”. Opere come “Forma-senso atterraggio” (1976) traducono i ritmi delle onde marine nei viluppi aerei delle nuvole, in una visione dinamica e vorticosa.
L’incessante lavoro di ricerca di Delle Site è testimoniato dai suoi studi sugli oblò, dalla persistente fascinazione per la macchina e la velocità (reinterpretate con un gusto più moderno, talvolta vicino alla sensibilità Pop), e dalla naturale evoluzione dell’aeropittura verso la conquista dello spazio e un’arte più concettuale, come nell’opera “Galaxie primitive” (1968). La sua capacità di proiettare l’eredità futurista in un dialogo con le correnti artistiche della seconda metà del secolo è stata riconosciuta anche a livello internazionale, come dimostra l’asta parigina del 2013 intitolata “Atelier Mino Delle Site – Le dernier futuriste”.
Le opere di Mino Delle Site sono presenti in importanti collezioni, come quella del Museo dell’aeronautica Gianni Caproni di Trento, e sono state esposte in contesti prestigiosi come Palazzo Grassi a Venezia. Chi acquista un’opera di Mino Delle Site investe in un artista che non solo ha rappresentato un capitolo fondamentale dell’Aeropittura italiana, ma che ha saputo traghettare con coerenza e originalità i principi del Futurismo attraverso decenni di evoluzione artistica, offrendo una prospettiva unica sulla modernità e le sue trasformazioni. La sua produzione è particolarmente interessante per i collezionisti di Futurismo storico e delle sue più tarde e riflessive interpretazioni.