Lucio del Pezzo

Dagli esordi nucleari alle geometrie pop. Un artista sempre al passo con i tempi.

Nasce nel 1933 a Napoli dove si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dopo il diploma si reca in Grecia per compiere ricerche archeologiche grazie a una borsa di studio. Verso la metà degli anni Cinquanta è tra i fondatori della rivista “Documento Sud” e del Gruppo 58, con il quale espone alla galleria San Carlo di Napoli nel 1958 insieme agli artisti nucleari milanesi. Di fatto viene inserito fra gli artisti affini all’arte nucleare come testimoniato dalla presenza nel volume “Art Nucleaire” di Tristan Sauvage (pseudonimo di Arturo Schwarz) edito nel 1962. Si trasferisce a Milano nel 1960 dove tiene la sua prima personale alla Galleria Schwarz. L’anno seguente espone negli Stati Uniti in diverse gallerie. Nel 1964 espone alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia, dove torna nel 1966 con una sala personale e la presentazione di Gillo Dorfles. In questa fase la figurazione neodadaista degli esordi, intrisa di riferimenti alla cultura popolare partenopea, evolve verso una geometria razionale dal sapore metafisico, dove l’essenzialità delle forme rimanda a una dimensione archetipica, che tuttavia reca il segno di un’attenzione al linguaggio pop.
Nel 1965 partecipa alla mostra inaugurale dello Studio Marconi, con il quale avvia un intenso rapporto di collaborazione e dove terrà numerose personali negli anni seguenti. Nel 1970 ha un’importante antologica a cura di Arturo Carlo Quintavalle al Salone dei Contrafforti in Pilotta a Parma, seguita nel 1974 da una retrospettiva di Guido Ballo alla Rotonda di via Besana a Milano. Dopo un lungo soggiorno a Parigi torna definitivamente in Italia nel 1977 e negli anni seguenti inizia a lavorare anche come scenografo.
Nel 1984 gli viene assegnata la cattedra di “ricerche sperimentali sulla pittura” alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 1988 espone a Mosca al Palazzo dell’Arte e nel 1994 alla Casa del Mantegna di Mantova. Nel 2000 l’Istituto Mathildenhöhe di Darmstadt presenta la prima grande retrospettiva della sua opera in Germania. Nel 2001 progetta quattro grandi rilievi ceramici e una scultura in bronzo per due stazioni della metropolitana di Napoli ed espone una grande mostra antologica al Castel dell’Ovo.
Esegue opere su commissione, tra cui il grande bassorilievo realizzato per la Società Risanamento Santa Giulia a Milano su invito di Giorgio Marconi. Nel 2004 partecipa alla mostra Archeologia metafisica presso il Museo dei Materiali Minimi di Paestum; espone nel 2007 a Palazzo Doria a Loano un’antologica dal titolo Nello stile italiano.
Nel 2008 alcune sue opere entrano a far parte della collezione della Farnesina a Roma.
Del 2009 è la mostra alla Fondazione Marconi, De Architectura, incentrata su opere realizzate tra il 1958 e il 1972, seguita da Sagittarius nel 2014-2015. Nel 2016 partecipa alla collettiva Italia Pop. L’arte negli anni del boom alla Fondazione Margnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma).
Lucio Del Pezzo si spegne a Milano l’11 aprile 2020.

Le opere disponibili di Lucio del Pezzo

Re e Regina

Pittura

Re e Regina

Lucio del Pezzo

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